E-LEARNING BLOG

Ti trovi in:  

Universal Design for Learning. Cos’è e come sfruttarlo per migliorare la tua formazione online

Pubblicato da Teleskill Italia il 10/06/2022

L’ Universal Design for Learning è un modello di apprendimento che pone il singolo studente al centro del progetto didattico. La formazione online può essere più efficace se si adottano i suoi principi.

Universal Design e Universal Design for Learning: i 7 principi.

Il concetto di Universal design nasce nel campo dell’architettura quando nel 1985 l’architetto Ronald L. Mace si riferisce all’Universal Design come alla progettazione di ambienti utilizzabili da tutti senza necessità di adattamenti o ausili speciali.

Nel 1997 l’Universal Design è stato ulteriormente definito attraverso la formulazione di 7 principi sviluppati dal Centre for Universal Design che si pongono come orientamento e suggerimento:

  1. Equità – deve essere utilizzabile da chiunque;
  2. Flessibilità – tutto ciò che viene progettato deve prevedere un uso flessibile per adattarsi a diverse abilità;
  3. Semplicità – tutto ciò che viene progettato deve prevedere un uso semplice ed intuitivo, quindi deve essere facile da capire;
  4. Percettibilità – tutto ciò che viene progettato deve essere presentato in modo che le informazioni essenziali siano ben percepibili in relazione alle varie possibili modalità o disabilità degli utenti;
  5. Tolleranza all’errore – tutto ciò che viene progettato deve prevedere un uso tale da minimizzare i rischi o azioni non volute;
  6. Contenimento dello sforzo fisico – tutto ciò che viene progettato deve essere usabili con minima fatica fisica e con la massima economicità di movimenti;
  7. Misure e spazi sufficienti – tutto ciò che viene progettato deve prevedere uno spazio idoneo per l’accesso e l’uso.

In seguito, il concetto di Universal design è stato esteso in ambito pedagogico e didattico dando vita così all’Universal Design for Learning, in italiano PUA, Progettazione Universale dell’Apprendimento. L’UDL o PUA è un modello di apprendimento che tende a rimuovere gli ostacoli presenti nelle nozioni didattiche generalmente presentate agli studenti. Alcuni contenuti di supporto allo studio sono utili a una parte degli studenti ma non adeguati, se non addirittura di intralcio, per altri. Questo accade perché i programmi scolastici si rivolgono a uno studente medio mentre ogni individuo apprende in modo diverso grazie a diverse predisposizioni di natura fisica, biologica, neurologica e culturale.

Per uno studente che apprende leggendo un testo, ce n’è un altro che impara meglio ascoltando un file audio o ancora, qualcun altro che preferisce vederne applicazione pratica. Ecco quindi che proporre strumenti uniformi a una popolazione eterogenea genera inevitabilmente degli ostacoli per qualcuno.

L’UDL si propone di impostare un modello di apprendimento inclusivo che permetta a ogni individuo di approcciarsi allo studio secondo le proprie peculiarità.

Le piattafome e-learning specifiche per la formazione presentano in genere una varietà di modi per apprendere, utili per proporre allo studente il contenuto più adatto a lui.

Troviamo infatti contenuti di formazione sincrona, asincrona, contenuti audio e video, chat, forum, comunità di pratica, archivio documentali testi e tanto altro ancora.

Oltre a cioò il tracciamento delle attività dello studente dei risultati di test e sondaggi, rogabili, ad esempio durante un webinar, permettono di costruire percorsi didattici ad hoc efficaci (adaptive learning).

Universal Design for Learning formazione online

I vantaggi dell’Universal Design for Learning, alcuni esempi.

L’UDL si propone come obiettivo principale quello di abbattere le barriere dell’apprendimento. Come? Presentando le informazioni in un modo che si adattino al singolo studente, invece che chiedere a un gruppo variegato di individui di adattarsi a strumenti uniformi.

La diretta conseguenza di questo approccio è il coinvolgimento di un maggior numero di studenti che sentendosi compresi, diventano più consapevoli e sicuri degli obiettivi e del percorso per raggiungerli.

Per progettare un metodo di insegnamento che rispecchi i 7 principi dell’UDL, il MIUR (nella Nota n.13588 del 2013) fa riferimento a 3 criteri che rispondono a tre necessità dell’apprendimento: il perché, il come e il cosa.

  1. Mettere a disposizione molteplici forme di coinvolgimento (il perché):

Portare a termine con successo un compito crea il desiderio di continuare per quella strada per ottenere ulteriore soddisfazione. In questo modo si instaura un circolo virtuoso dove gli studenti hanno un miglioramento progressivo e costante grazie a un contesto di apprendimento positivo che si autoalimenta grazie ai buoni risultati degli alunni stessi e dalle relazioni che si creano con gli insegnanti e fra gli alunni che non saranno più di tipo competitivo ma cooperativo. Quest’ultimo aspetto è fondamentale in quanto secondo numerosi studi l’affettività e l’emotività rappresentano elementi fondamentali per l’apprendimento. La cooperazione stimola reciprocamente gli individui che mettono in campo le proprie capacità e inclinazioni, arricchendo così l’intero gruppo (Cottini 2019).

Al contrario, se una azione genera frustrazione, lo studente rinuncerà in fretta creando così un circolo vizioso che lo porterà ad avere scarsa autostima e quindi a rinunciare a priori al volersi misurare con le sfide cognitive proposte.

  1. Mettere a disposizione molteplici forme di rappresentazione (il cosa):

Una volta chiarito quale è l’obiettivo dell’apprendimento, è consigliabile dare a ogni studente la possibilità di scegliere quale strumento usare per permettergli di assimilare le informazioni nel modo a lui più congeniale attraverso l’uso di mezzi visivi o uditivi, affiancando eventualmente alle informazioni verbali anche immagini come documentari o infografiche (Capuano, Olivieri 2020).

Grafici, mappe e schemi possono supportare l’apprendimento grazie all’organizzazione visiva dei contenuti. Lo studente è infatti facilitato a comprendere relazioni e concetti principali.

Sempre in piattaforma e-learning possono essere ospitati giochi, quiz, role games che favoriscono l’apprendimento e la memorizzazione, senza sforzo. Questo è il motivo per cui arricchire il piano didattico con la gamification.

  1. Mettere a disposizione molteplici forme di espressione (il come):

Cosi come è opportuno diversificare la proposta di apprendimento è altrettanto importante adattare le forme di verifica per permettere a tutti di esprimere al meglio quanto appreso.

Concludiamo con una citazione di Daniel Pennac che usa una metafora perfetta per descrivere al contempo il contesto e la soluzione “Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che prova la stessa sinfonia”.

Contattaci


ATTENZIONE: iniziativa rivolta alle sole aziende
Presto il consenso al trattamento dei dati per finalità di informazione commerciale secondo l’informativa

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *