
Verso gli scenari dello Smart Working
Riceviamo e pubblichiamo questo contributo della dottoressa Antonella Zaami sullo Smart Working e le sue opportunità per aziende e collaboratori.
Cresce l’attenzione verso lo Smart Working. Questo innovativo approccio all’organizzazione del lavoro, che punta a migliorare i risultati organizzativi e l’attenzione sui medesimi, favorendo la flessibilità e l’autonomia nella scelta di spazi, orari di lavoro e strumenti da utilizzare, è in rapida crescita in tutto il mondo e anche in Italia inizia a far registrare numeri incoraggianti.
Lo Smart Working non può limitarsi a una semplice iniziativa di work-life balance e welfare aziendale per le persone in quanto ha la capacità di innescare un profondo cambiamento culturale superando modelli di organizzazione del lavoro tradizionali che costituiscono ancora oggi un fattore di rigidità e arretratezza del sistema economico italiano. Restituire alle persone una maggiore flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari di lavoro e degli strumenti da utilizzare per svolgere le proprie attività lavorative significa creare organizzazioni più flessibili, introdurre approcci di empowerment, delega e responsabilizzazione delle persone sui risultati, favorire la crescita dei talenti e l’innovazione diffusa.
Fare Smart Working è possibile.
È il caso della BMW che ha deciso di calcolare mail e messaggi dei dipendenti fuori dall’orario d’azienda. La nota casa automobilistica tedesca, in accordo con il sindacato dei metalmeccanici IgMetall, ha deciso di riconoscere ai propri impiegati il tempo passato fuori dall’ufficio al telefono o al pc come orario di lavoro. I momenti dedicati alla propria occupazione fuori dall’orario d’impiego verranno sommati e decurtati dal totale di ore che dovrebbero essere svolte normalmente in azienda. BMW ha inoltre deciso di assicurare ai propri lavoratori dei momenti di relax, in cui potranno scegliere di non essere reperibili o interpellabili online, una scelta atta a diminuire il rischio di stress, esaurimento e depressione.
Quella di slegare il lavoro da tempi e dai luoghi fissi è, secondo il Politecnico di Milano, la soluzione ideale per aumentare la produttività del 5,5% e per un potenziale risparmio di 37 miliardi di euro all’anno per le imprese italiane. Il benessere dei dipendenti e il risparmio nella gestione degli uffici, per poter convivere, dovranno essere accompagnati da una massiccia dose di fiducia nei confronti del lavoratore che, lontano dagli occhi di chi supervisiona, dovrà essere in grado di gestire il lavoro in base ai propri ritmi.
Lo Smart Working, quindi, come una rivoluzione che in diverse sfumature cambia il nostro modo di lavorare.
Antonella Zaami
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